Questo è il #111 di Catenaccio - una newsletter che parla di sport, cultura e società.
Cari Catenacciari, buongiorno, buon fine settimana!
È finalmente arrivato l’ottavo Sportellate Magazine!
Il numero in questione esce nelle prime settimane del 2025, ma è interamente dedicato ad alcune delle più belle vicende sportive che hanno avuto luogo nel 2024.
Noterete che tra queste storie sportive che ci hanno accompagnato nel corso del 2024 ce n’è una che ci riguarda da vicino. Nel settembre scorso si è tenuta, nella splendida cornice del Cinema Fulgor di Rimini, la terza edizione del Festival della Cultura Sportiva.
Tra gli ospiti Gigi Datome, Flavio Tranquillo e Luca Ravenna. Tutto ciò, chiaramente, non sarebbe stato possibile senza l’impegno dei nostri collaboratori né senza il supporto della community che si è formata attorno a Sportellate. È per questo che, ancora una volta, vi ringraziamo per essere dalla nostra parte.
Non aggiungiamo altro, vi lasciamo alla lettura.
Per leggere il Magazine #8, non dovete fare altro che associarvi a Sportellate e scaricarlo!
Come al solito, ricordatevi che potete scriverci per fare domande a Matteo, per insultarci, farci i complimenti, criticarci o qualsiasi altra cosa vogliate comunicare a catenaccio.sportellate@gmail.com o su tutti i canali social di sportellate.it
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IL CONTROPIEDE
La sportellata settimanale di Gabriele Moretti
L'elezione del nuovo presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) rappresenta un momento cruciale per il futuro dello sport mondiale, specialmente in un momento storico in cui – dopo il ventennio di “tranquillità” post caduta del Muro – il mondo sportivo è nuovamente al centro della politica internazionale (si pensi per esempio al ruolo di Cina e USA, all’esclusione della Russia, alla non-esclusione di Israele) di scandali globali come il doping “di stato” russo e persino di grandi temi di bioetica come la categorizzazione degli atleti transgender o DSD (dall'acronimo "disorders of sex development" cioè “disordine dello sviluppo sessuale). Ciononostante, si sta parlando davvero poco della votazione che si terrà, romanticamente, il prossimo marzo in un resort di Olimpia in Grecia. Nel Contropiede di oggi proveremo a fare una breve panoramica sui sette candidati alla presidenza, riassumendo le loro posizioni (o, almeno, quelle che hanno espresso pubblicamente) e cercando di farci un’idea dei possibili scenari futuri.
I candidati alla presidenza sono tutti, ovviamente, provenienti da diversi ambiti dello sport e della governance internazionale e, alcuni, da famiglie con cospicue risorse e profondi legami con la politica dello sport: in primis il principe Faisal bin Al Hussein, fratello minore del re Abd Allah II di Giordania e presidente del Comitato Olimpico locale; il marchese Juan Antonio Samaranch i Salisachs, analista finanziario e attuale vice-presidente, ma sopratutto figlio del marchese Don Juan Antonio Samaranch Torelló, presidente del CIO dal dal 1980 al 2001 e, dopo il suo ritiro, nominato presidente a vita. Altri candidati, invece, sono ex atleti olimpionici, come il britannico Lord Sebastian Coe, oro sui 1500 piani a Mosca 1980 e Los Angeles 1984 e attuale presidente della Federazione Internazionale di Atletica Leggera, e Kirsty Coventry, ex nuotatrice zimbabwese oro nei 200 dorso ad Atene 2004 e Pechino 2008, che potrebbe diventare la prima donna e la prima africana a guidare l’organizzazione. A loro si aggiungono John Eliasch, imprenditore svedese CEO di Head e presidente della Federazione Internazionale di sci e snowboard; il francese David Lappartient, a capo dell’Unione Ciclistica Internazionale e il giapponese Morinari Watanabe, presidente della Federazione Internazionale di Ginnastica dal 2017.
L’elezione si svolge in un contesto di estrema riservatezza, con regole che limitano il confronto pubblico tra i candidati. L'unica occasione per presentare i programmi si è svolta la settimana scorsa a Losanna, in un ambiente rigidamente controllato: dieci minuti a testa, nessuna registrazione, nessuna domanda da parte dei membri del CIO, nessun dibattito, critica o osservazione tra candidati e contatti estremamente limitati con gli elettori, al punto che durante la cena della sera precedente alle presentazioni, organizzata all’interno del Museo Olimpico, il presidente uscente Thomas Bach ha voluto sottolineare l’assenza dei candidati “per mantenere un’atmosfera più neutrale”. L’aura di segretezza esasperata, però, ha suscitato critiche sia da parte del pubblico “esterno” che da parte di candidati ed elettori. Alcuni hanno paragonato il processo a un conclave, mentre il principe Faisal ha espresso pubblicamente frustrazione per l’assenza di un vero dibattito, sottolineando che i candidati dovrebbero poter comunicare apertamente le proprie idee al pubblico e ai membri del CIO, i quali a loro volta lamentano mancanza di informazioni e trasparenza.
Uno dei temi centrali del dibattito riguarda la partecipazione degli atleti transgender e con Differenze di Sviluppo Sessuale (DSD) alle Olimpiadi. Sebastian Coe ha espresso la necessità di introdurre regolamentazioni più stringenti per garantire l’equità nelle competizioni femminili, sostenendo che “le differenze biologiche possono alterare il livello di competitività”. Kirsty Coventry, al contrario, ha proposto un approccio più inclusivo, sottolineando l'importanza di bilanciare l'inclusione con la giustizia sportiva, basandosi su dati scientifici aggiornati. Samaranch e il principe Faisal hanno mantenuto una posizione più moderata, evidenziando la necessità di una guida basata su evidenze oggettive e su un consenso all'interno della comunità olimpica. Questo dibattito non solo influenzerà le future politiche del CIO, ma avrà ripercussioni significative sul panorama sportivo globale, specialmente tenendo conto degli enormi cambiamenti che stanno avvenendo negli Stati Uniti dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca.
Non tutti si sono espressi direttamente sulla questione, ma sono state avanzate diverse altre proposte che, come spesso accade in questi casi, starà a ognuno di noi decidere in che punto dello spettro tra “interessante” e “pagliacciata” vadano collocate. Watanabe, per esempio, ha avanzato diverse proposte innovative tra cui una che sconvolgerebbe completamente i Giochi Olimpici per come li conosciamo. La sua idea per adattarsi alla globalizzazione e all’evoluzione dei media digitali è di trasformare le olimpiadi in un evento distribuito su più continenti e quindi attivo – mediaticamente – 24 ore su 24. Sebastian Coe, che oltre ad essere un esperto atleta e dirigente è anche uno scafato politico conservatore ex membro della Camera dei Lord, mette l'accento sul ruolo del CIO come guida per il mondo dello sport e non solo. Secondo lui, il CIO definire standard globali per l'etica sportiva, l'inclusione e la gestione economica degli eventi e deve farlo riformandosi profondamente al proprio interno, garantendo maggior peso decisionale agli atleti.
Vista la super segretezza e le complesse trame politiche interne, pare molto difficile prevedere chi possa essere realmente il favorito alla presidenza. Alcuni indicano un possibile appoggio di Bach a Kirsty Coventry, mentre altre fonti autorevoli garantiscono che Coe sia di gran lunga il più probabile vincitore. Tuttavia, come abbiamo già imparato dalle elezioni FIFA, i candidati cercano di consolidare il loro sostegno fino all’ultimo e i giusti contatti e il giusto olio agli ingranaggi possono fare la differenza più di qualsiasi lungimirante programma di riforma. In questo, Samaranch è maestro della negoziazione, muovendosi in un ambiente che per lui è casa da oltre trent’anni.
Il nuovo presidente, chiunque esso sarà, si troverà di fronte a numerose sfide, tra cui il rinnovo del contratto per i diritti televisivi negli Stati Uniti, una delle principali fonti di finanziamento del CIO oltre gli sponsor. Inoltre, bisogna gestire con una certa urgenza il conflitto tra l'Agenzia Nazionale Antidoping americana e la WADA, che potrebbe avere serie implicazioni sulla partecipazione di alcune nazioni alle future edizioni dei Giochi. Le Olimpiadi di Los Angeles 2028 si prospettano come un banco di prova critico, specialmente alla luce del contesto politico instabile e polarizzato degli Stati Uniti attuali.
Il vincitore, dunque, non si troverà soltanto a gestione le prossime edizioni dei Giochi Olimpici, ma determinerà forse ora più che mai il ruolo del CIO nel contesto sportivo e diplomatico globale, con una funzione determinante di soft power che richiede necessariamente particolare imparzialità, trasparenza e promozione dei valori “olimpici”, cosa che è purtroppo in gran parte mancata negli anni di presidenza Bach.
4-4-2
Sport e numerologia con Alessandro Ginelli
77 - Come il numero che indosserà Luka Doncic nella sua prossima avventura ai Los Angeles Lakers. Lo scambio che ha scosso l’America nel corso dell’ultimo weekend durante la settimana ha preso forma con le prime fotografie e, soprattutto, i primi video in compagnia di LeBron James. A Los Angeles le stelle non possono mai mancare e il futuro parla sloveno.
92 - Il numero in classifica ATP di Mattia Bellucci, che in quel di Rotterdam sta vivendo la sua settimana da sogno: semifinale contro Alex De Minaur dopo aver fatto fuori Medvedev e Tsistsipas, negli stessi giorni in cui ha firmato un bel contratto di sponsorizzazione con C.P. Company. Il tennis azzurro continua a splendere.
4 - Come le medaglie iridate di Federica Brignone, d’argento nel SuperG femminile che ha aperto le gare individuali dei Mondiali di Sci Alpino di Saalbach 2025. In questa stagione la Tigre di La Salle ha raggiunto una continuità psico-fisica veramente da fuoriclasse e forse sottovalutiamo un po’ il talento di una sportiva con pochi eguali nel panorama internazionale.
5 - I gol messi a segno da Randal Kolo Muani nelle sue prime tre apparizioni in Serie A. L’attaccante francese è l’unica buona notizia in un mare di miseria per la Juventus, che anche a Como ha fatto una gran fatica, e che ormai prende gol con una regolarità quasi comica. Contro il PSV servirà di più e, soprattutto, ci si chiede se Thiago Motta tornerà a dare fiducia a Vlahovic.
IV - Un po’ perchè il 4 lo avevamo inserito, un po’ perché effettivamente lo scriviamo così in tutti i nostri materiali di comunicazione, fatto sta che abbiamo annunciato le date e la location della quarta edizione del Festival della Cultura Sportiva. Dal 4 al 7 settembre vi aspettiamo a Rimini per una kermesse che si migliora di edizione in edizione. Se volete bene allo sport non potete mancare!
5 COSE
Matteo Orlandi ha 5 opinioni su tutto
È finito il calciomercato invernale più scoppiettante degli ultimi anni. Vediamo quanto lo hai seguito.
Aaron Ciammaglichella è da anni uno degli under più interessanti d’Italia. Al Torino però nessuno lo vede. Ha allora deciso di cambiare aria e andare dove?
- Carrarese
- Ternana
- Pescara
- AvellinoSimone Verdi continua il tour della provincia italiana. Ora Sassuolo. In quale di queste squadre non hai mai giocato?
- Empoli
- Carpi
- Verona
- ParmaRandal Kolo Muani sta spaccando la Serie A. Da dove è partito all’inizio della sua carriera?
- Nantes
- Rennes
- Nizza
- StrasburgoOliver Provstgaard è il nuovo acquisto della Lazio. Con quale formula è stato acquistato?
- Titolo definitivo
- Prestito con obbligo di riscatto
- Prestito senza obbligo di riscatto
- ComproprietàIl nuovo attaccante del Venezia si chiama Daniel Fila e viene dallo Slavia Praga. Quanti gol ha fatto in carriera, in 154 presenze?
- 8
- 24
- 37
- 48
LA QUALITÀ CI HA ROTTO IL C**O!
I momenti più imbarazzanti della settimana secondo Leonardo Salvato.
Bentornati a "La qualità ci ha rotto il c***o", la rubrica scorretta che ama le approssimazioni e le figuracce, e che non risparmia nessuno, neppure i più giovani.
Giovani come quelli militanti nel campionato Primavera, serbatoio di sogni e speranze dei calciatori di domani. Un campionato che mi ha sempre affascinato proprio in virtù della sua essenza eterea e sfuggente, del qui ed ora che contano poco o nulla, della sua tensione verso il futuro. "Quant'è bella giovinezza/che si fugge tuttavia!", scrisse Lorenzo il Magnifico: chi di certo fugge veloce è il portiere dei giovanissimi sampdoriani, forse alla ricerca della pentola d'oro al termine dell'arcobaleno. E fa nulla che l'arcobaleno termina proprio alle sue spalle, nella porta che deve difendere...
Se la gioventù però è una scusa valida sempre e comunque per tutti (chi di noi non è stato giustificato almeno una volta per una sua cazzata madornale dal più classico dei "so ragazzi"?), ciò vale fino a un certo punto per Gioele Zacchi: portiere classe 2003 del Latina, ma con un'esperienza di tutto rispetto per la categoria, visto anche il suo status di nazionale under-21. Eppure, anche ai più esperti può capitare un momento di smarrimento, in cui arriva questa misteriosa sfera vicino ai piedi e si resta come imbambolati, domandandosi di preciso cosa bisogna farci. Gori, appena entrato in campo tra le fila dell'Avellino, educatamente ringrazia.
Chi conosce bene i momenti di smarrimento che la giovinezza può portare con sé, e i suoi effetti potenzialmente devastanti, è Moise Kean: l'attaccante astigiano nato a Vercelli di anni ne compirà 25 al termine di questo mese, ma ha già vissuto diverse vite: il primo gol in Serie A di un calciatore nato nel XXI secolo a Bologna nel maggio 2017, il prestito a Verona e i gol al ritorno alla Juventus che promettevano per lui un futuro radioso da next big thing del calcio azzurro, l'avventura inglese e francese mai pienamente convincenti, la bocciatura pre-Europeo 2021, la sua presenza sullo sfondo del marasma bianconero degli ultimi tre anni che si faceva sempre più flebile, l'esordio sulla scena hip-hop. Ma anche la ripresa, quest'anno a Firenze, con già 19 gol in 28 presenze stagionali, e le spalle larghe abbastanza da sapere come uscire dai momenti difficili. Una qualità mostrata anche ieri sera: quanto era quotato che riuscisse a finire sulle copertine di tutti i giornali sportivi italiani come l'uomo che ha stroncato le certezze interiste dopo il 33' minuto della gara di ieri?
I CONSIGLI DEL DIRETTORE
Cose da leggere, guardare e acoltare suggerite da Lorenzo Lari
Red Star FC, un club tutto valori e storia, di Giovanni Papani [ARTICOLO]
Il Red Star FC, primo storico club di Parigi, è molto lontano dall'essere il PSG degli sceicchi o il Paris FC di Arnault. Il Red Star è un club che si fonda dal day one su una serie di valori ed ideali sempre più difficili da trovare nel calcio moderno. Non a caso è diventato oggi un club di culto, paragonabile ad altre realtà come il Royale Union Saint-Gilloise a Bruxelles o il Bohemians a Dublino. Giovanni Papani ha pensato bene di dedicarci un articolo di approfondimento pubblicato il 4 febbraio sui nostri canali. Consigliatissimo.JLM Podcast "Rivivile" ep. 5 [PODCAST]
il podcast di Jacopo Lo Monaco, giornalista esperto di tennis e telecronista per Eurosport, si arricchisce di un format molto interessante. Il nome - Rivivile - dice tutto (o quasi): essenzialmente Jacopo, in compagnia di un ospite, punta a farci rivivere le emozioni e l'atmosfera di match epici che hanno segnato la storia del tennis. L'episodio pilota, insieme ad Emanuele Atturo di Ultimo Uomo e dedicato alla finale degli Australian Open 2017 tra Federer e Nadal, è promosso a pieni voti. A maggior ragione se si è stati tifosi del fuoriclasse svizzero.Shrinking [SERIE TV]:
Siete alla ricerca di una serie tv ironica, intelligente che sappia fare ridere ma anche commuovere? Shrinking è la serie tv che fa per voi. Disponibile oggi su Apple TV, Shrinking è una serie brillante, che sulla falsariga di Scrubs - non a caso nell'elenco dei creatori è presente il mitico Bill Lawrence - sa entrare nel cuore dello spettatore. Il protagonista è Jimmy un terapista che soffre per la perdita della moglie e decide quindi di provare un nuovo approccio con i suoi pazienti, nella speranza di aiutare sè aiutando in maniera più concreta gli altri. Ah, nel cast è presente anche Harrison Ford.
Pic of the week
La foto più bella della settimana secondo la redazione di Catenaccio
Hegra (Arabia Saudita) - 30 gennaio 2025
Una vista generale del gruppo in gara durante la terza tappa dell'AlUla Tour - 180km nel deserto, da Hegra a Tayma Fort - vinta in volata da Dylan Groenewegen.





